
Alumni stories: Ettore Fogliani
ETTORE FOGLIANI – lighting designer
Oggi vi presentiamo Ettore Fogliani, venticinquenne originario di Busto Arsizio (VA), che è stato nostro ex allievo del Corso per lighting designer. Oggi collabora con lo studio Trussdesign di Genova, conosciuto grazie allo stage curricolare previsto a fine del suo percorso di studi in Accademia.
Com’è nata questa passione? E qual era la tua formazione prima di entrare in Accademia?
Sono nato nel 1996, quando in Italia ci fu una riforma del sistema scolastico che prevedeva nuovi percorsi di specializzazione già a partire dal liceo. Così, quando mi iscrissi al liceo artistico, conclusi i primi due anni, dovetti scegliere tra un percorso ad indirizzo grafico e uno in scenografia. Non ero molto sicuro sul da farsi: mio padre ha una tipografia; quindi, la scelta più ovvia era sicuramente quella incentrata sul mondo della grafica e della pubblicità, invece, mi lasciai un po’ trascinare dall’istinto e decisi per l’opzione B. Mi sono talmente appassionato a questo mondo che, una volta diplomato, ho proseguito col triennio di Scenografia presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano. Durante questi tre anni di Università ho avuto la possibilità di fare uno stage in un piccolissimo teatrino di Milano, ahimè che ora chiuso i battenti e che si chiamava “La Scala della Vita”. Il progetto era gestito dall’Associazione il “Sipario dei bambini onlus” che organizzava spettacoli e festival di beneficenza all’interno dell’Ospedale. Io mi occupavo inizialmente della realizzazione di scenografie, ma un giorno mi venne chiesto di dare una mano per l’aspetto illuminotecnico di un loro festival… si sa, che spesso in questi contesti le risorse umane scarseggiano e si cerca di arrangiarsi tra quelle disponibili. Così, per la prima volta ebbi a che fare con la gestione della luce all’interno di uno spettacolo dal vivo. Ho iniziato a studiare per conto mio, documentandomi e sperimentando sul campo. Ma quell’esperienza bastò per farmi innamorare di questo mestiere.
Perché hai scelto l’Accademia Teatro alla Scala?
Nessun percorso accademico mi avrebbe permesso di entrare in contatto con una realtà così prestigiosa come quella del Teatro alla Scala. Questa fu la mia più grande motivazione! Una volta superate le selezioni e divenuto ufficialmente un allievo del Corso per lighting designer dell’Accademia, mi venne consegnato un tesserino con il quale potevo accedere a tutte le prove degli spettacoli scaligeri…hai detto poco! Il corso è ben strutturato, hai a che fare con grandissimi professionisti del settore, che tutti i giorni sono attivi sul campo e sono pronti non solo ad insegnarti la teoria, ma a trasmetterti i trucchi del mestiere e tutti gli aggiornamenti relativi agli strumenti operativi. Il corso iniziò a fine ottobre, proprio nel periodo cruciale per il Teatro, che è impegnato nei preparativi per la Prima del 7 dicembre. Quell’anno andò in scena La Tosca di Puccini. Entrammo subito nel vivo di questo grandissimo evento e fu per me un’emozione grandissima.
Come hai vissuto l’improvviso arresto del mondo dello spettacolo dovuto al dilagare della pandemia da Covid-19?
Mi trovavo presso il teatrino “La Scala della vita”, con il quale continuavo a collaborare, quando mi venne detto che tutti gli spettacoli erano stati annullati. Rimasi senza parole, non sapevo cosa avrebbe comportato questa battuta d’arresto e quanto sarebbe durata. In Accademia, le lezioni proseguirono a distanza e questo mi diede speranza che il mio progetto di vita non si sarebbe arrestato.
Com’è proseguito il tuo percorso una volta ottenuto il diploma?
Non appena è stato possibile, mi è stata data l’opportunità di fare uno stage con Alessio De Simone, docente dell’Accademia e Founder di Trussdesign, un gruppo di lavoro con sede a Genova, che fornisce servizi dedicati ai Lighting Designers affiancandoli in tutte le fasi: dalla progettazione all’allestimento e realizzazione. Grazie al software WYSIWYG di Cast Soft e alla relativa RenderFarm, Trussdesign.it offre la possibilità di pre-visulizzare i progetti con rendering e video rendering fotorealistici, programmare le consolle luci in ambiente virtuale (3d multi-monitor) evitando i costi di allestimento on-site. Questa tecnica riduce al minimo le spese di preparazione permettendo al designer di programmare il proprio show parecchi mesi prima del debutto, avendo a disposizione tutto il tempo necessario da dedicare alla propria creazione illuminotecnica.
Quali sono gli altri strumenti che usi quotidianamente nel tuo lavoro di oggi?
Attualmente lavoro molto con la console: Hog 4 (High End System), per i 3D utilizzo Wysiwyg e Unreal Engine, mentre prima da meno esperto mi aiutavo con Autocad; per la programmazione, invece, Strip LED e Madrix 5.
Concluso lo stage, hai ottenuto una proposta di lavoro. Quali esperienze hai potuto vivere grazie alla collaborazione con questo studio di professionisti di Genova?
Lo studio ha diverse collaborazioni in abito televisivo: ho affiancato Alessio De Simone e Fabio Brera in occasione delle trasmissioni “Star in the star” e “The Voice Senior”. Due esperienze davvero uniche per me e che mi hanno permesso di provare sul campo tutte le mie conoscenze.
Mi sembra di capire che per fare questo mestiere ci vuole tanto studio ma anche estro creativo? Stai continuando a studiare?
Quando lavoro io sono felice, e questa passione mi porta a voler scoprire sempre nuovi programmi, a sperimentare e provare nuove soluzioni. Anche quando ero in Accademia volevo imparare ed apprendere il più possibile. Se non hai voglia di metterti in gioco al 100% o se non ami il contesto dello spettacolo dal vivo questo lavoro non fa per te e neanche il corso dell’Accademia.
Hai un sogno nel cassetto?
La vita mi sta portando verso il contesto televisivo, ma continuo a sognare un giorno di essere il lighting designer per la Prima del Teatro alla Scala.
In bocca al lupo, Ettore!
