Alumni stories: Federica Domestici

Published on July 8, 2021

Incontriamo oggi Federica Domestici, una giovane quarantenne “di belle speranze” come ama definirsi. La sua è una storia veramente curiosa.

All’età di 33 anni resta folgorata dal Teatro alla Scala e da ciò che accade dietro le quinte e decide di cambiare vita. 

Frequenta prima il Corso di Trucco e Acconciatura quindi la prima edizione del Corso per Parruccaio dell’Accademia scaligera.

Oggi lavora in quello stesso Teatro che l’aveva folgorata qualche anno prima e collabora con l’Accademia come docente.

 

Sono Federica, nata e vissuta in un piccolo paese su Lago Maggiore in provincia di Varese fino alla tenera età di 33 anni!“ – così inizia il suo racconto - “Dopo gli studi in ragioneria, ho lavorato per 12 anni in un’azienda che produceva vernici, come responsabile del personale. Un bel lavoro, ma che non mi dava grandi emozioni…diciamo. Ho sempre amato il teatro, soprattutto grazie alla mia passione per la recitazione. Per riaccendere un po’ l’entusiasmo e spezzare la solita routine, iniziai a cercare su internet corsi di trucco teatrale; il primo che mi apparve su Google fu quello dell’Accademia Teatro alla Scala e fu un colpo di fulmine! Vidi che era a numero chiuso, ma ero intenzionata a cambiar vita: «se mi prendono, mollo tutto e cambio vita» pensai e così fu. Mi presentai alle selezioni, venni presa, diedi le dimissioni e diedi inizio alla mia nuova vita.

 

E com’è andata?

Una vita da pendolare, all’inizio, avendo frequentato il Corso di trucco nel 2011. A distanza di pochi anni, nel 2015, un’altra ispirazione: l’Accademia proponeva la prima edizione di un Corso per Parruccaio. Non ho esitato un momento.

Devo dire che è stato proprio amore a prima vista sia col Teatro sia con l’Accademia. In merito all’aspetto formativo, non persi molto tempo nella ricerca di altri corsi simili e col senno di poi penso si sia rivelata la scelta migliore che potessi fare.

 

Che ricordi hai della tua esperienza in Accademia?

È stata un’esperienza unica. Il Corso per Parruccaio, in particolare, mi ha aperto un mondo che non conoscevo affatto. Si tratta di un lavoro di alto artigianato che richiede grande precisione e pazienza. Un lavoro creativo, ma di nicchia. Mi piace ritenermi parte di questa nicchia.

Non avevo veramente idea di che cosa aspettarmi da questa professione, che non conoscevo, ma posso dire che per me è stata una gioia dopo l’altra. Ciò è dipeso indubbiamente da chi ci ha seguito nel percorso di formazione, docenti del calibro di Tiziana Libardo, Responsabile del reparto trucco e parrucco del Teatro alla Scala, capace di trasmettere non solo delle competenze tecniche, ma soprattutto delle esperienze professionali e di vita.

 

I Corsi dell’Accademia prevedono anche delle esperienze di stage.

Mi piace ricordare quel periodo, un'altra tappa fondamentale del corso dell’Accademia. Ho avuto la fortuna di seguire due stage: uno a Roma presso il Laboratorio Paglialunga che lavora soprattutto per il cinema e l’altro al Teatro alla Scala. Ho potuto così sperimentare in prima persona modalità di lavoro diverse, con le relative tempistiche. Parliamo sempre di spettacolo, ma cinema e teatro sono mondi differenti.

 

E poi?

Dal 2015 ho iniziato a collaborare con la Scala dove oggi svolgo il doppio ruolo di truccatrice e parruccaia. Un’immensa fortuna, perché mi permette di lavorare sia in laboratorio sia a stretto contatto con gli artisti, dovendo prepararli per lo spettacolo. È molto stimolante pensare che da quel filo di capelli e da un uncinetto nascerà una parrucca che prima non esisteva, e che costituirà un elemento sostanziale nella creazione di un personaggio sulla scena. Credo che l’emozione più grande del mio lavoro consista proprio in questo…nel dar vita ad un nuovo racconto! E quando lavori per un Teatro così importante, magari ti capita di vedere le tue creazioni anche in mondovisione indossate da artisti di fama assoluta …. un vero privilegio e motivo di grande orgoglio!

 

E da qualche anno sono diventata anche una delle docenti dell’Accademia, una gioia immensa, che mi permette di trasferire le mie conoscenze e di condividere le mie esperienze con gli allievi, ai quali consiglio di non mollare e di continuare a credere nei propri sogni.

 

In fondo, come recitava una campagna pubblicitaria dell’Accademia di qualche anno fa - “Se hai un sogno, portalo da noi” – io l’ho fatto e si è realizzato!