Alumni stories: Camilla Ferrazzi

Published on November 9, 2021

Conosciamo meglio Camilla Ferrazzi, giovane ventiquattrenne originaria di Busto Arsizio, ex allieva del Master in Perfoming Art Management e attualmente inserita nell’organico del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa nell’ufficio Produzione e organizzazione.

 

Raccontaci il tuo percorso di formazione

Sono nata a Busto Arsizio, dove ho frequentato i primi anni del liceo scientifico.  A causa di un trasferimento per motivi di lavoro da parte della mia famiglia, ho concluso il liceo a Venezia. Dopo il diploma, ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Filosofia a Milano, sostenendomi agli studi con qualche piccolo lavoretto. Scrivevo contenuti editoriali in ambito finanziario e collaboravo come copywriter per il direttore creativo di un’agenzia di comunicazione milanese. Nel tempo libero, invece, mi dilettavo sia nella recitazione sia nella danza contemporanea. Sono sempre stata attratta dal mondo del teatro e quando scelsi di iscrivermi alla Facoltà di Filosofia avevo già in mente un master di specializzazione per poter lavorare nell’ambito della produzione di spettacoli dal vivo. La preparazione umanistica mi ha permesso di approcciarmi al meglio al mondo del teatro che avevo iniziato a conoscere e amare attraverso le mie passioni.

 

Raccontaci un po’ della tua esperienza in Accademia per il Master

Ho scelto il Master in Performing Arts Management poiché volevo una formazione di alto livello che mi permettesse di venire in contatto con il settore professionale dei miei sogni, e in particolare acquisire competenze per lavorare nell’ufficio produzione di un teatro. Devo dire che il Master mi ha permesso non solo di entrare in contatto con uno dei teatri più importanti del mondo, ma anche di seguire un percorso formativo di respiro internazionale. I miei compagni, provenienti da diversi paesi, possedevano profili lavorativi differenti e ciò è stato molto utile perché ci ha permesso di cogliere l’uno dall’altro nuove competenze e trucchi del mestiere. Purtroppo, l’unico tasto dolente di quest’esperienza è stato l’arresto improvviso delle lezioni in presenza, a causa del protrarsi dell’emergenza da COVID-19. L’Accademia ha prontamente riorganizzato tutta la didattica online, ma il rapporto diretto con i miei compagni è venuto un po’ a mancare.

 

Quali sono i moduli didattici che hai ritenuto più interessanti?

I due moduli che si sono rivelati di maggior utilità per il mio lavoro attuale sono stati sicuramente quello denominato “Festival as production models” e quello di “Artistic administration intensive” tenuto da Francesca Campagna, General Director of the Center for Contemporary Opera.  In generale l’approccio learning by doing promosso dal Master è stato rispettato in pieno: tutti i moduli prevedevano una parte teorica, seguita da un’attività molto pratica e concreta, attraverso delle esercitazioni di gruppo. Si tratta di una metodologia vincente perché ti consente di mettere subito in pratica ciò che hai appreso a livello teorico. Molto utili, i group projects, grazie ai quali, in base al tema assegnato, ognuno di noi ha potuto mettere in campo le proprie competenze ed esperienze pregresse per raggiungere l’obiettivo finale comune, permettendo così ai non addetti ai lavori di conoscere nuovi strumenti e metodi lavorativi.

 

Ancora studentessa del Master hai già ottenuto una bella proposta di lavoro e successivamente sei riuscita a svolgere lo stage presso la tua attuale sede di lavoro. Raccontaci com’è andata

Ero ancora un’allieva del Master, quando, tramite una mia compagna, ho trovato un’occupazione a Roma presso l’associazione culturale Europa in Canto, specializzata nella diffusione e divulgazione della conoscenza dell’opera lirica alle generazioni più giovani, attività che svolge in tutta Italia. Un progetto educational molto interessante che mi ha permesso di lavorare in un ambito che conoscevo davvero poco, ma che ho amato moltissimo.  Successivamente, grazie all’aiuto del direttore scientifico del Master riuscii a svolgere uno stage presso l’ufficio produzione e organizzazione del Piccolo Teatro di Milano - Teatro d'Europa. Mi sono trovata benissimo, e quando mi hanno proposto un contratto di lavoro non ci potevo credere…ma eccomi qui!

 

Di cosa ti occupi oggi esattamente?

Lo stage mi ha permesso di seguire il processo di creazione di alcune produzioni teatrali, sotto la guida di Alberto Benedetto, Direttore di produzione del Piccolo. Ho imparato tantissimo e mi sono resa sempre molto disponibile a seguire qualsiasi compito mi venisse affidato, anche fare le fotocopie, e penso abbiano apprezzato questa mia caratteristica, infatti, dal 1 settembre sono stata ufficialmente assunta! Il nostro ufficio lavora su tutte le attività di produzione, ospitalità, tournée ed attività collaterali del teatro, dall’inizio alla fine: dalla trattativa con gli attori ai contratti, dal bilancio generale al progetto consuntivo finale, dalla gestione degli ordini del giorno a quelli di servizio. E si occupa anche di diversi aspetti organizzativi quali, per esempio, la convocazione dei tecnici, degli artisti o musicisti etc. Il mio primo compito è stato seguire la produzione di The Walk - Amal: una bambina alla fine del mondo. Un progetto bellissimo: Little Amal è un pupazzo di 3,5 metri creato dalla Handspring Puppet Company: ovvero la rappresentazione di una bambina rifugiata siriana partita dal confine fra la Siria e la Turchia che sta facendo il giro del mondo per raccontare la sua storia…mi pare che in questo momento si trovi a Manchester. Successivamente, ho lavorato alla produzione dello spettacolo Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, con la regia di Giorgio Strehler, in scena fino al 31 ottobre 2021. Ho seguito, insieme ad altri colleghi, la fase di trattativa con gli attori, l’organizzazione delle loro convocazioni, la redazione del piano prove a fianco del regista e, con i capi settore, abbiamo stilato il piano organizzativo generale di tutti gli attrezzisti. Insomma, per spiegarla in modo molto semplice, il nostro ufficio deve assicurarsi che tutte le componenti utili alla messa in scena di uno spettacolo siano coerenti, sincronizzate e ben funzionanti…una bella responsabilità! La calendarizzazione del debutto e di tutte le repliche spetta poi al Direttore di produzione.

 

Questo lavoro ti permetterà di viaggiare?

Sono stata assunta come amministratore di compagnia e questo mi permetterà di seguire gli attori nelle loro tournée in giro per il mondo. Non vedo l’ora…!

 

A chi consiglieresti questo master?

Deve essere una persona molto umile, che ha voglia di imparare e che si accosta al percorso offerto in maniera propositiva ed entusiastica. È necessario che vi sia alla base una forte motivazione e che si abbia in mente in quale settore lavorativo ci si vuole collocare. Inoltre, ritengo che questo Master sia molto utile per tutti coloro che hanno già avuto delle esperienze lavorative e vogliono specializzarsi, come nel mio caso.