Alumni stories: Chuan Wang

Pubblicato il November 23, 2021

Quest’oggi abbiamo il piacere di raccontarvi la storia di Chuan Wang, ex allievo e primo tenore cinese a essere stato ammesso all’ Accademia di perfezionamento per cantanti lirici.  Chuan ha iniziato i suoi studi presso il Guangzhou Academy of Music dove ha conseguito il diploma di 1 ° livello, per poi proseguire in Italia presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove si è laureato con il massimo dei voti nel 2016.  

 

I miei primi ricordi di cantante…

Quando ero bambino mi piaceva molto cantare, soprattutto brani tratti dalla tradizione popolare cinese. Mia mamma è una grande appassionata e in casa si sentiva sempre un po’ di musica di sottofondo o lei che canticchiava svolgendo le faccende domestiche. Esibirmi in pubblico non mi ha mai creato grossi problemi; ricordo che a soli 3 anni feci un’esibizione, o meglio il classico saggio della scuola, davanti a migliaia di persone, ma non ero particolarmente in difficoltà! Anzi, mi è sempre piaciuta l’idea di “intrattenere” un ipotetico spettatore.

 

Se canto lo devo ad un’esibizione di Luciano Pavarotti.

Un bel giorno, a 15 anni, decisi di partecipare a un concorso per giovani cantanti e, dopo la mia esibizione, un membro della giuria mi disse che secondo lui dovevo provare a studiare canto seriamente e di tentare la strada dell’opera lirica perché avevo una bella voce. In Cina non esiste la cultura del canto lirico così ben radicata come in altre parti del mondo. Quindi quando tornai a casa e dissi ai miei quanto accaduto al concorso erano molto dubbiosi a riguardo. Io, poi, non conoscevo bene il repertorio così iniziai a guardare diversi video su Youtube per capire di cosa si trattasse. Vidi un’esibizione di Luciano Pavarotti in teatro, accompagnato da una magnifica orchestra; non capivo le parole, ma quella musica, la potenza della sua voce e la forza espressiva di questo artista mi catturano profondamente. Decisi quindi di provarci, di tentare questa strada che mi sembrava lontanissima dalla mia cultura, ma adatta alla mia personalità e alla mia voglia di dar sempre più spazio al canto nella mia vita.

 

Il primo anno in Conservatorio, molte difficoltà.

Entrai in Conservatorio e iniziai a studiare. Fu difficilissimo per me. Non parlavo una parola di italiano, non sapevo nulla della storia dell’opera e non avevo minimamente idea di cosa fosse lo “stile” del cantante lirico. Iniziai quindi veramente da zero. Studiai un po’ di dizione italiana e tedesca. La lingua cinese è completamente diversa dalle lingue occidentali.

 

Come si costruisce l’interpretazione di un ruolo.

Ho ancora molto da studiare e imparare ancora. Per voi italiani è più facile comprendere la storia di un’opera, perché fa parte della vostra cultura. Per noi cinesi è molto diverso, abbiamo bisogno di studiare molto.  Io inizio sempre dalla lettura del libretto, cerco di comprendere la trama, il carattere del personaggio che andrò a interpretare e come poterlo tramutare sia in voce sia in mimica. Per quanto concerne la preparazione della giusta tonalità e intensità mi affido ai miei maestri e allo studio con il pianista, mentre per la mimica e l’interpretazione sul palco seguo i consigli del regista. Sicuramente più hai la possibilità di provare un personaggio, più acquisisci sicurezza e padronanza.

 

L’incontro con Leo Nucci.

Nel 2012, dopo essermi diplomato al Conservatorio in Cina, decisi di proseguire gli studi in Italia. Feci domanda per entrare al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e fui ammesso. Non ero mai stato in Italia in vita mia e non ero mai entrato Teatro alla Scala, il tempio della lirica. Una sera, nel 2015, andai alla Scala per assistere allo spettacolo Il Rigoletto con Leo Nucci. Una presenza scenica impressionante, nonché una voce potente e profonda. Finito lo spettacolo, come è solito fare un vero fan con i propri idoli, andai a cercarlo nei camerini per poter scattare una foto con lui…quel giorno ancora non sapevo che avrei riscattato la stessa foto, dopo qualche anno, con lo stesso Leo Nucci, entrambi protagonisti in scena. Infatti, nel 2019 debuttai nel ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto di Daniel Oren, che vedeva nel ruolo del tragico giullare proprio Leo Nucci.

 

Il rapporto col pubblico italiano.

Sono stato il primo cinese ammesso in Accademia, e quando sono stato chiamato a esibirmi per la prima volta in un’opera della vostra cultura, nella vostra lingua, ero semplicemente terrorizzato. Col tempo, però, ho capito che il pubblico italiano mi apprezza e sono felice di cantare per loro.

 

Perché voglio fare il cantante lirico.

Non ho fatto una scelta…penso di essere nato per questo e di aver seguito il mio destino. I miei genitori mi chiedono spesso “Perché non torni in Cina e fai l’insegnante, è un lavoro sicuro e meno stressante”. Io non ho mai cambiato idea, so che i miei genitori non posso comprendere a pieno il mio mestiere, perché non fa parte della loro cultura. Ma io ho bisogno di poter esprime la mia arte e di vedere il pubblico che si emoziona ascoltando un’esibizione. Mi rende felice. Cantare mi fa sentire vivo e parte del mondo.

 

Come ho conosciuto Accademia di perfezionamento per cantanti lirici.

Ero venuto a Milano per frequentare il Conservatorio “Giuseppe Verdi”, dove mi sono laureato nel 2016. Un giorno ebbi la possibilità di incontrare due ex allievi dell’Accademia, oggi cantanti solisti, il baritono coreano Ettore Kim e il tenore Sehon Moon, che mi regalarono il biglietto per assistere al loro Concerto Istituzionale, l’evento che chiude il percorso accademico, durante il quale si ottiene il diploma. Ero convinto che l’Accademia ammettesse solo artisti italiani e leggendo un po’ di informazioni su internet avevo capito che fino a quel momento nessun cantante cinese era mai stato ammesso. Mi misi in testa che volevo presentarmi alle successive audizioni, previste nel 2018. Improvvisamente, nel 2017 lessi su Facebook l’annuncio di nuove audizioni straordinarie e quindi all’improvviso mi ritrovai alle prese con la preparazione. Portai alcune arie tratte dal Don Giovanni, da Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, da La fille du régiment di Donizetti, e proseguiì nella fase finale delle audizioni con Don Pasquale e La favorita. Un programma non del tutto adatto, posso direi col senno di poi, ma ero ancora molto acerbo, nonostante studiassi già da qualche anno.

 

Gli insegnamenti della maestra Luciana d’Intino.

La maestro Luciana d’Intino è stata la persona che più a contribuito alla mia crescita.  Ha stravolto completamente il mio modo di cantare e mi ha fatto capire quale sia la vera differenza tra uno studente e un professionista. Ci tengo però a dire che l’Accademia ti permette di aver accesso agli insegnamenti dei migliori docenti e professionisti del settore. È una vera e propria scuola di vita, che ti dona un metodo di studio rigoroso oltre a insegnarti come gestire al meglio la professione.  

 

I primi ruoli di debutto come allievo dell’Accademia.

Ho avuto la possibilità di esibirmi in diversi progetti dell’Accademia al Teatro alla Scala: come Almaviva nella versione per bambini de Il barbiere di Siviglia, come Calaf in Alì Babà di Cherubini diretto da Paolo Carignani con la regia di Liliana Cavani, come Nemorino nella versione per bambini di L’elisir d’amore, come Rinuccio in Gianni Schicchi firmato da Woody Allen per la regia e diretto da Ádám Fischer. La più grande emozione arrivò nel 2019 quando, come solisti dell’Accademia, prendemmo parte alla produzione Rigoletto diretto da Daniel Oren che vedeva nuovamente protagonista Leo Nucci…questa volta, però, anch’io ero sul palcoscenico nel ruolo del Duca di Mantova. Riuscimmo a scattare nuovamente una foto insieme, come nel 2015, e in quel momento capii che il mio destino stava seguendo la giusta direzione!

 

I progetti futuri.

Nel 2019 è scoppiata la pandemia da COVID-19; anch’io mi sono ammalato proprio mentre mi preparavo per la produzione di Salomè e per me è stato molto difficile trovare lavoro in queste condizioni. Nel 2020 avevo ottenuto diversi contratti in tutto il mondo, doveva essere un anno ricco, ma purtroppo molti spettacoli sono stati cancellati.  Ho deciso, però, di non avvilirmi e di impiegare il mio tempo per studiare e per insegnare a giovani cantanti cinesi tutto quello che avevo imparato qui in Italia. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate e ho moltissimi progetti all’attivo! Quest’anno ho partecipato a due concorsi: uno a Barcellona e uno a Cardiff arrivando in finale. Ho lavorato per il Teatro alla Scala nella produzione de la Cenerentola per bambini, per Salomé e Madina. Sono stato a Marsiglia per Armida, dove tornerò a fine dicembre. Il 12 dicembre mi esibirò per il Galà dell’Accademia Teatro alla Scala che celebra i suoi vent’anni come Fondazione.

 

Se i miei figli volessero intraprendere questo lavoro cosa direi loro:

Consiglierò ai miei figli di scegliere quello che amano davvero fare nella vita, senza preoccuparsi del come e del quando. Se si è appassionati e motivati gli obiettivi si raggiungono sempre e le soddisfazioni col tempo arrivano.