Alumni stories: Teresa Fornasaro

Published on May 4, 2022

Teresa Fornasaro, ex allieva del Corso di sartoria teatrale, è nata a Trieste, ma vive attualmente a Milano dov’è impegnata come sarta per il nuovo negozio FAO Schwarz e come sarta di scena per la Fondazione del Teatro Grande di Brescia. L’abbiamo intervistata per la consueta rubrica dedicata alle Alumni stories che vi racconta il percorso di crescita dei nostri allievi.

 

Come hai conosciuto l’Accademia e il suo Corso di sartoria teatrale?

 

Inizialmente volevo diventare una maestra ed infatti avevo scelto di studiare al Liceo delle Scienze Umane. Col tempo, però, ho capito che il mio cuore mi portava verso altro…Ho sempre amato creare con le mani: le prime nozioni di sartoria le avevo acquisite grazie alla mia nonna paterna, sarta di professione, che mi aveva insegnato ad utilizzare la macchina da cucire. Inoltre, amavo molto anche il teatro e il canto. Infatti, fin da piccola ho fatto parte di un coro. L’Accademia Teatro alla Scala l’ho conosciuta grazie a mia madre, che un giorno mi ha letteralmente messo tra le mani una brochure informativa sui corsi proposti, tra i quali c’era anche il Corso di sartoria teatrale. Ho letto il programma didattico e ho compreso che quella avrebbe potuto essere davvero la scelta giusta.

 

Quali sono le caratteristiche che distinguono un sarto teatrale da un sarto che lavora nel settore civile?

 

Sicuramente la velocità. A teatro i tempi sono molto stretti e bisogna sempre essere pronti a risolvere le criticità. Ho imparato molto studiando in Accademia, ma soprattutto le esercitazioni pratiche e gli stage mi hanno formata moltissimo.

 

Il corso offre ai propri allievi la possibilità di essere coinvolti in progetti teatrali speciali dove poter mettere in campo le nozioni acquisite. Ricordi alcuni di queste esperienze?

 

Devo dire che sono stata molto fortunata perché ho potuto lavorare sia in teatro sia in Accademia in occasione di un progetto speciale realizzato per la Fondazione Branca. Nel primo caso sono stata coinvolta come sarta di palcoscenico sia per lo "Schiaccianoci" al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler sia per la “Cenerentola per bambini” al Teatro alla Scala con i Solisti e l’Orchestra dell’Accademia. Nello specifico mi sono occupata della messa a misura dei costumi, dell’igienizzazione e del lavaggio, della preparazione dei camerini e supporto agli artisti nonché dell’assistenza dietro le quinte per i cambi rapidi previsti. Un altro progetto molto interessante è stato quello che mi ha impegnato come assistente alla vestizione per la realizzazione di un calendario commissionato all’Accademia da Fratelli Branca Distillerie, in occasione del 175° anniversario della sua fondazione. Il progetto è stato particolarmente articolato. Partendo dallo studio delle opere della Collezione Branca e del contesto storico all’interno del quale sono nate, gli allievi del Corso di scenografia teatrale hanno ideato quattro progetti di costume, uno per ogni stagione dell’anno. La confezione è stata affidata a noi, sotto la supervisione dei docenti e il contributo prezioso di Regina Schrecker, celebre stilista di moda e costumista, che con generosa dedizione ha seguito passo dopo passo il progetto. Una volta confezionati gli abiti e definiti i progetti di trucco e acconciatura, con il coinvolgimento degli allievi del Corso di trucco e acconciatura teatrale, è arrivato il momento forse più emozionante: il set fotografico guidato dalla docente e fotografa professionista Laura Ferrari. Per me è stato veramente stimolante poter seguire l’attività della vestizione delle modelle che altre non erano che allieve dell’Accademia.

 

L’Accademia garantisce agli allievi del tuo corso uno stage curricolare di tre mesi, ci racconti qualcosa in più?

 

Il mio stage curricolare si è svolto presso la Casa d’Arte Fiore, una storica sartoria teatrale, dove mi occupavo di confezione di abiti e costumi teatrali. In particolare ho lavorato sulla riparazione di alcuni costumi per delle produzioni di Turandot e d Falstaff. È stata un’esperienza molto formativa, e mi ha fatto meglio capire quanto mi piaccia lavorare in un ambiente dinamico. Ma non si finisce mai di imparare. Ho così deciso di ampliare ulteriormente le mie competenze in particolare nell’ambito della progettazione sartoriale e, conclusi gli studi in Accademia, mi sono iscritta a un corso di design del costume teatrale.

 

E oggi?

 

Oggi faccio un lavoro che mi piace moltissimo! Sono una ricamatrice per il nuovo negozio FAO Schwarz che ha aperto a Milano. L’esperienza che ho acquisito durante il corso dell’Accademia si è rivelata veramente utile e credo di poter applicare costantemente le mie conoscenze, migliorandomi ogni giorno. L’ azienda mi ha chiesto anche di far formazione alle mie colleghe, insegnando loro l’utilizzo della macchina da cucire.  È un bellissimo ambiente, mi sembra di vivere ogni giorno in una favola. Inoltre, collaboro come sarta di scena per la Fondazione del Teatro Grande di Brescia.

 

Ritieni che il percorso seguito in Accademia ti abbia preparato al meglio per il mondo del lavoro?

 

Direi proprio di sì. Vi riporto un piccolo episodio, ma a mio parere molto significativo. Ho recentemente partecipato a un’audizione e mi è stato chiesto di stirare un capo. Sono stata una delle poche a saperlo fare. In Accademia ti insegnano a stirare, smacchiare e molto altro…non solo a cucire. Ricordo ancora il primissimo insegnamento sullo strumento fondamentale per qualsiasi sarto, il ditale, un dispositivo importantissimo, anche per la sicurezza. Sono convinta che il percorso che ho seguito mi abbia permesso di ottenere una preparazione completa e adattabile ad ogni realtà, non solo quella teatrale, e che mi abbia fornito una notevole padronanza degli strumenti utili per lavorare al meglio.