Alumni stories: Cinzia Cacace

Pubblicato il May 18, 2022

L’intervista di oggi è dedicata a Cinzia Cacace, trentacinquenne campana, ex allieva del Master in performing arts management che attualmente lavora come assistente di Anna Maria Meo, Direttore Generale del Teatro Regio di Parma. Scopriamo insieme il percorso che l’ha portata fin qui:

Raccontaci un po’ come tutto è iniziato:

Sono nata a S. Agata sui Due Golfi, un piccolissimo borgo in provincia di Napoli, animata da una forte passione per il teatro ed il canto lirico. Dopo la maturità ho deciso di lasciare la mia piccola realtà e di trasferirmi a Milano, città di grandi sogni e speranze, ma soprattutto il luogo in cui si trova il Teatro alla Scala, sul cui palcoscenico avrei sperato un giorno di potermi esibire come cantante professionista. Una passione che mi sono costruita giorno per giorno, da sola, poiché la mia famiglia non ha mai amato particolarmente l’opera lirica. Mi ricordo che la prima volta che ho sentito questo genere musicale è stato grazie ad una cassetta vhs, che ora non ricordo neppure chi mi avesse regalato, che conteneva il famoso concerto dei Tre Tenori alle Terme di Caracalla. Sono rimasta folgorata da quella musica, dal suono delle loro voci e ovviamente dall’idea che anch’io un giorno avrei potuto esibirmi su di un palcoscenico di fronte a molte persone.  Così ho intrapreso lo studio del canto alle scuole medie e ho proseguito fino al Diploma in Conservatorio, a Milano. Oltre a studiare, iniziai a lavorare in un’agenzia video, prima come montatrice e poi come producer. Mi piaceva moltissimo, ma ahimè, l’impegno è diventato progressivamente più pesante e sono stata costretta a fare una scelta su cosa volessi davvero fare del mio futuro. Essendomi resa conto del fatto che “reggevo male” il palco e che non ero in grado di gestire la mia emotività al punto da inficiare la mia performance, ho iniziato a pensare che avrei fatto meglio a “stare dietro le quinte”. Così mi sono detta che avrei potuto fare un cambio di rotta…

Dopo il diploma in Conservatorio, decidi di cambiare completamente rotta e di costruirti una nuova professionalità, raccontaci quel periodo:

Mi sono diplomata al Conservatorio di Milano, perché mi piace sempre finire ciò che inizio, ma avevo già deciso che avrei dato una svolta alla mia vita. Volevo trovare il modo di unire la passione per la musica e il teatro con quello che avevo appreso durante la mia prima esperienza lavorativa…ovviamente continuavo a sognare il Teatro alla Scala. Così un giorno mi sono presentata all’ingresso del Teatro dicendo: “Vorrei parlare col Direttore del personale perché io voglio lavorare qui, anche se ci metterà dieci anni”. Loro, molto gentili, anziché prendermi per pazza, mi hanno dato il numero dell’Accademia Teatro alla Scala, che conoscevo già per il Corso per cantanti lirici. Qui sono stata indirizzata verso il Master in performing arts management. Era proprio quello che stavo cercando e non ci pensai due volte a presentarmi per le selezioni. Era il 2016.

Perché ti senti di consigliare questo Master?

Mi capita spesso, ancora oggi, di rivedere i miei appunti di allora. Penso che il principale punto di forza di questo master sia l’altissimo livello della didattica proposta: i relatori sono grandi professionisti del settore che riportano in aula esempi pratici e soluzioni reali adatte ad ogni caso che loro stessi hanno affrontato. Il corso ha un respiro internazionale: ti ritrovi in aula a confrontarti con ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo e questo mi ha permesso di acquisire un bagaglio preziosissimo di informazioni, esperienze, casi studio e consigli che ancor oggi utilizzo nel lavoro di tutti i giorni. Il master ha un approccio molto pratico ed è fortemente orientato al mondo del lavoro, non è solo teoria. Per ogni “caso studio” viene proposto un modus operandi, per ogni criticità una soluzione che scaturisce magari da una discussione di gruppo tra colleghi e docenti.  Questo master a mio parere va bene per chi è curioso e per chi ha voglia di dare una vera svolta alla propria carriera…

Parliamo di com’è cambiata la tua vita dopo gli studi in Accademia:

Grazie al Master il mio grande sogno si è realizzato: ho vissuto un’esperienza di stage presso l’Ufficio Produzione del Teatro alla Scala. Incredibile … ce l’avevo fatta finalmente, anche se solo per pochi mesi! E in quel periodo ho scoperto una professione molto interessante: l’Ispettore d’Orchestra. Ho chiesto di poterne approfondire le competenze e ho avuto l’occasione di sperimentarle quotidianamente. Competenze che mi sarebbero poi servite nell’avventura successiva…

...e dopo la Scala approdi all’Arena di Verona, passando anche per Berlino:

Ultimato lo stage, ho sostenuto un colloquio per una posizione aperta come Ispettore di Ballo per il Grande Festival Lirico dell’Arena. È andata così bene che mi hanno riconfermato per ben tre stagioni, con l’opportunità di ricoprire ruoli diversi come assistente di produzione e poi assistente agli artisti. Finita la stagione in Arena, sono stata richiamata in Scala come assistente ai due Ispettori del Coro e del Corpo di Ballo. Nel 2019 ho quindi deciso di partire per Berlino. Per inseguire un altro grande sogno di sempre: provare a lavorare per i Berliner Philharmoniker. Ho iniziato a studiare il tedesco, che è il primo muro contro il quale ti scontri in questo contesto e ho trovato lavoro come assistente di produzione per una masterclass per direttori d’orchestra organizzata dalla G.S Artists Management. Non sono mai arrivata ai Berliner Philharmoniker che continua ancor oggi ad essere un mio sogno, ma dopo nemmeno un anno sono stata richiamata all’Arena.

Di cosa si occupa un Ispettore?

È una figura chiave, che gestisce i rapporti tra gli artisti, l’ufficio del personale e tutte le professionalità che si occupano dell’allestimento tecnico di uno spettacolo. Potrei direi che in qualche modo è anche vista come una figura di disturbo perché deve dettare e controllare i tempi di lavoro…ma ahimè qualcuno lo deve pur fare.

Lasciata Verona, sei tornata a Milano dove hai vissuto una nuova esperienza lavorativa in un nuovo ruolo, quello del coordinatore di compagnia, di cosa si tratta esattamente?

Conclusa l’estate veronese, sono tornata a Milano in cerca di lavoro e sono stata assunta come Coordinatore di compagnia per il M.A.S. Music Arts and Shows, che produce principalmente musical. In questo caso il mio compito era quello di gestire l’agenda e la logistica delle tourneè (spostamenti, pernottamenti, assicurazioni varie). Inoltre, dovevo gestire i rapporti con agenzie, artisti, teatri ospitanti, tecnici per poi coordinare e monitorare ogni fase della produzione dello spettacolo. Non è un lavoro semplice, devi saper mediare e far interagire molte persone con ruoli differenti, ognuna con la propria esigenza specifica.

Spesso devi saper placare i dissapori che si vengono a creare, ma devo dire che mi sono anche divertita, portavamo in giro il musical “Priscilla”: uno spettacolo che faceva ballare tutti e alla fine ha fatto ballare anche me!

Come ha inciso nel tuo lavoro l’arrivo della pandemia da Covid-19?

Purtroppo ho perso il lavoro e sono rimasta ferma qualche mese, ma poi sono riuscita a trovare un’occupazione presso Le Dimore del Quartetto, nell’agosto 2020. Una realtà bellissima, ovvero una rete che valorizza giovani quartetti d'archi e il patrimonio culturale europeo in un'economia circolare. Qui ho imparato tantissimo soprattutto per quanto concerne la stesura di bandi europei.

…ed eccoti a Parma:

Volevo tanto tornare in teatro e, quando ho trovato l’annuncio per il Teatro di Parma nell’ufficio della Segreteria Generale, mi sono candidata subito. Ho superato il colloquio con la dottoressa Meo, una delle persone più stimolanti che io abbia mai conosciuto [ndr anche docente del Master]. Mi sta dando veramente la possibilità di crescere, rendendomi partecipe dei suoi progetti. La mia grande fortuna è stata quella di trovare qualcuno che crede in me e che mi fa sentire parte integrante di una macchina complessa.

E per il futuro cosa sogni?

Faccio oggi un lavoro che amo, che mi fa alzare felice di andare in ufficio il lunedì mattina. In futuro, chissà, mi piacerebbe provare l’ambito della direzione artistica. Vorrei continuare a migliorarmi all’interno del teatro musicale e fare altre esperienze in diversi dipartimenti. Poi chissà, magari tornare a Berlino a finire quel capitolo cominciato e non ancora portato a termine.